Tutto ciò che ci circonda: diario da Frontiers of Interaction IV
Quando ho iniziato a pensare che cosa scrivere in questo articolo, avevo paura di scrivere banalità, di proporre argomentazioni già lette, ma mi sono reso conto che la paura era data dal confronto con così tanta innovazione, come potevo scrivere qualcosa di più del “Tutto” che è stato pronunciato ieri? Proverò quindi a raccontarvi ciò che per me sono state le “Frontiere dell’Interazione 2008”, conferenza tenutasi a Torino organizzata da Leandro Agrò e Matteo Penzo.
Ci ha introdotto in questo viaggio Ashley Benigno con un tema alla ricerca di come stia mutando l’approccio verso i computer, ponendo attenzione ai sistemi mobili e alle soluzioni (come l’X-series di 3) che si stanno attuando dal punto di vista software, quasi ad soddisfare un’equazione che potrei definire: computer + internet = mobile.
Nicolas Nova ci ha portato nella dimensione dell’intangibilità, dell’ubiquitous computing, delle tecnologie dietro ogni cosa, per chiederci come comunicare le loro potenzialità, (visto che non esistono per i nostri sensi) per poter creare interazione con esse. Con il Wifi Visual Language ci ha portato a comprendere come fosse possibile rendere tangibile ciò che non lo è per natura, attraverso una segnaletica atta a questo scopo.
Siamo entrati in una dimensione mondiale grazie ad una presentazione del TED (Technology, Enterteinment, Design), che ha posto l’attenzione all’essere propositivi e condividere idee vincenti, mostrandoci come l’innovazione sia in ogni campo: arte, musica, scienza, tecnica e politica.
Soluzione molto interessante per risolvere problematiche di comunicazione tra gli oggetti in un’ottica “Internet delle cose” è il protocollo OpenSpime presentato da David Orban. L’oggetto Spime è stato sinteticamente definito dal trittico “Location, Memory and Sensore” ma a nulla servirebbe senza un’infrastruttura “Aperta”, unica via per diffondere i dati oltre la dimensione privata dell’oggetto. La presentazione di NoiseSpime e Spazzino (due Spime creati dalla comunità di sviluppatori che ruota intorno al progetto) hanno dato una dimensione tangibile e reale all’argomentazione.
Topico è stato il keynote di Bruce Sterling, padre del concetto di Spime, scrittore visionario, creativo, critico e teorico che ha sottolineato l’importanza di esserci, di essere pronti, di agire là dove sia necessario. Scoraggiato dalle difficoltà italiane nella definizione di un Design a misura d’uomo, ha insistito sull’importanza della politica e di come essa sia la causa del blocco di grandi idee e progetti.
Fabrizio Capobianco, fondatore di Funambol, fervente sostenitore dell’opensorce, ha definito il suo futuro: tanti dispositivi, no convergenza. Ma soprattutto: protoccollo aperto per la comunicazione tra i dispositivi.
A ribaltare la scaletta poi un ospite speciale ed inatteso. E’ stato Adam Greenfield, che ha portato con se una domanda: “What comes next to the web?” La risposta è da scoprire nel mondo che ci circonda, nelle cose e negli oggetti che lo compongono. Sono loro, gli oggetti, che attraverso “l’Ambient Informatics” cambieranno il volto della rete: ogni cosa sarà su internet (telefoni, edifici, piazze e statue), noi vivremo letteralmente immersi nella rete.
Concludo la mia rassegna di questa giornata con Luca Mascaro, che ha definito in modo esemplare come si debba dare sempre più importanza all’interazione, creando oggetti –interfaccia e delegare sempre più responsabilità ai fornitori di servizi. Quella che ha definito “Mobile Natural Interaction” passa da questa strada per arrivare a sistemi mobili in qualche modo viventi, capaci di “dialogare” in modi sempre più naturali per noi, sempre più personali nel modo di intendere ed eseguire i comandi ricevuti.
Un viaggio per comprendere dove si può arrivare, non guardando all’uomo e i suoi atteggiamenti, ma alle cose che ci circondano, cercando in loro come sviluppare la tecnologia che vive intorno a noi e che con noi dialoga.





[...] e a sorpresa Adam Greenfield oltre a una ricca cerchia di progettisti e visionari italiani. Leggete l’articolo di Giovanni Manzo per sapere come è [...]
Nubilaria @ Frontiers of Interaction IV | Nubilaria
Luglio 3, 2008 alle 5:25 pm